Se ci siete battete un colpo?
Nov 3rd, 2009 | By admin | Category: Economia, New, Riflessioni![]() |
Autore:Marco Antonio Giorgio. Email:Ottavianesi@gmail.com |
Perchè non trovi lavoro? Perchè se lo trovi è in nero, sottopagato, a tempo determinato? Perchè non ci sono gli opportuni ammortizzatori sociali? Perchè se fai un figlio se fuori dall’azienda? Perchè gli stipendi da vent’anni a questa parte perdono potere d’acquisto? Perchè oggi i mutui sono ventennali e anche trentennali?
Ogni mossa dei capi d’azienda, sia essa l’acquisto di un’altra impresa, la vendita di un ramo d’azienda, la chiusura di un impianto, non deriva dalla libera e autonoma valutazione dell’interesse a lungo termine dell’impresa che il dirigente fa, bensì dalla sottomissione obbligata di questi ad un criterio che non ammette eccezioni: quello di creare valore per l’azionista nel breve termine e non per l’impresa a lungo termine. La ricerca spasmodica di rendimenti col turbo plasma il profilo delle imprese e la stessa vita dei cittadini.
La ricerca di rendimenti super fa si che le imprese scartino investimenti accetabili solo perché non raggiungono il 15-20% che i mercati, ovvero i fondi pensioni, assicurazioni, etc pretendono.

In questo quadro è assordante il silenzio totale su questi temi. Il desiderio di arricchirsi è normale, ma qual’è il confine che lo separa dalla pura e semplice cupidigia? Se questa trionfa e sta trionfando, non risponde più alle necessità dell’intera società . Da vent’anni a questa parte, il sistema capitalistico, l’economia mondiale è asservita alla brama di arricchimento degli azionisti e solo ad essa. Un criterio semplice che è diventato impossibile mettere in discussione.
Non c’è giornale, trasmissione televisiva che affronti l’argomento. In questa Italietta si parla a vanvera ieri di scudo fiscale, oggi di IRAP, domani di chissà cosa. Non esiste un forum nazionale, europeo, mondiale in cui la discussione pubblica possa ragionare su quello che dovrebbe essere un nuovo ordine economico e sociale.
Vogliamo prendere atto che, crudamente, l’atto di compravendita tra impresa e cliente ruota intorno alla redditività per l’impresa e il miglior prezzo per il cliente? Non risulta che i produttori di tabacco o d’amianto si siano curati degli inconvenienti arrecati dai loro prodotti.
E poi i cosiddetti investimenti socialmente responsabili rappresentano appena l’1% dei prodotti finanziari.
Che fare?
Dove sono gli intellettuali, i critici, gli economisti, i partiti, i sindacati, la sinistra?
p.s. Liberamente tratto e riadattato da: “Capitalismo Totale” di Jean Peyrelevade

No alla generazione milla euro.
Sbaglio o Veltroni quando era segretario del Pd disse che si voleva battere per far si che gli stipendi medi fossero di almeno 1000 €? Se è così è inutile che si batta, meglio farlo per una cifra più grande, solo così uno stipendio può avere un potere d’ acquisto decente.
E il Governo che dice? Cosa fa di concreto per i giovani oltre a chiamarli bamboccioni?
Di controlli più intensi per sterminare la cattiva abitudine di tenere i lavoratori in nero quando ci saranno?
Oggi se un ragazzo di 20 anni sta a casa perchè si rifiuta di farsi sfruttare viene passato pure per sfaticato da qualcuno. Non se ne può più. Non solo si è mortificati perchè ci si sente dire troppi no, poi quando c’ è qualcuno disposto a prenderti ti propone una cifra ignobile e così se dici tu no a loro e racconti l’ episodio ad uno che ha vissuto il post guerra ti dice che dovevi accettare, che sei un viziato, uno sfaticato, che loro ai loro tempi non avevano nulla e che per iniziare potevi accettare perchè erano soldi in più che guadagnavi e poi con calma trovavi un lavoro migliore. La voglia di lavorare c’ è, ma certa gente te la fa passare.
Ad una ragazza laureata in ingegneria elettronica una ditta di Roma le voleva dare 500 € al mese. Ma vi rendete conto? Non gli bastavano nemmeno per l’ affitto.
Ad un ragazzo una ditta dove fanno le coperte gli volevano dare addirittura 300 € al mese. Diteci direttamente che i giovani li volete distruggere, facciamo prima. Così ci mettiamo subito l’ anima in pace e ce ne andiamo all’ estero.
Personalmente il mio sogno resta quello di andare negli U.S.A., sia se l’ Italia funzioni che non funzioni.