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Sei un incosapevole schiavo moderno? - ottavianesi

Sei un incosapevole schiavo moderno?

Ago 19th, 2009 | By admin | Category: Cultura, Lavoro, New
Marco A. Giorgio Autore:Marco Antonio Giorgio.
Email:Ottavianesi@gmail.com

Siete convinti che la conquista della felicità passi esclusivamente attraverso il raggiungimento di risultati sul piano professionale? I lavoro da semplice mezzo è diventato un fine e, nella vita di ognuno di voi, è diventato il principale traguardo per la vostra realizzazione personale? Il lavoro è diventato ciò che dà un senso alla vostra vita? Non lavorate più per vivere, ma vivete per lavorare? Tornate a casa distrutti, svuotati, le giornate si susseguono incalzanti, non avete tempo da dedicare a voi stessi, a vostri figli, ai vostri amici?

Allora siete vittime delle logiche perverse che a partire dagli anni ottanta si sono imposte dentro le fabbriche o negli uffici in base alle quali il dipendente modello è un individuo che deve annullare se stesso per centrare gli obiettivi aziendali e viene convinto a considerare esaltante tutto ciò che in passato veniva ritenuto alienante.

Michela Marzano

Dunque, vostro malgrado, siete schiavi del lavoro.

Su questa certezza Michela Marzano, una giovane filosofa italiana docente a Parigi, considerata tra i pensatori più importanti di Francia, fonda il suo brillante e provocatorio saggio (Estensione del dominio della manipolazione, Mondadori, 202 pagine, 18 euro).

Secondo la scrittrice, i dipendenti vengono ritenuti “autonomi”, ma devono essere flessibili e cooperativi tra loro. Risultato: è il collettivo a imporre al singolo di impegnarsi al massimo, per evitare che gli altri siano penalizzati, e così la solidarietà si sfalda generando sofferenza. A poco a poco la paura ha invaso il mondo del lavoro: paura del cambiamento, paura dell’eccesso di lavoro, paura di non raggiungere gli obiettivi, paura di essere licenziati. Una paura ossessiva che cresce all’interno di ognuno di noi. Un’angoscia che si traduce in impotenza dinanzi alla instabilità del mercato.

«I lavoratori oggi - sottolinea la studiosa - sono sempre più sotto controllo e malgrado la presunta libertà di cui godrebbero sono costretti a lavorare in stato d’urgenza. Il tutto è agevolato dalle nuove tecnologie informatiche (cellulari, pc portatili, adsl, email) che consentono all’azienda di rimanere in contatto permanente con dipendenti che vedono il confine tra la sfera pubblica e la sfera privata sempre più sfumato. Il colpo di genio del management contemporaneo è qui: pretendere di offrirci le ricette per renderci più liberi e, nello stesso tempo, costruire la gabbia dorata che ci imprigiona».

«Per evitare - scrive la filosofa- che la dose di veleno assunto oggi nella vita professionale e in quella privata diventi letale è necessario mettere ordine, dare un nome al disagio che proviamo di fronte ai discorsi dominanti che ci circondano e che a volte nemmeno riusciamo a capire». Un primo passo ritenuto fondamentale è stabilire un giusto rapporto tra la sfera del lavoro e la vita privata. Ma prima ancora leggete questo spiazzante libro che vi offre una visione della nostra vita da una prospettiva decisamente nuova, intrigante e controcorrente.

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