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Costruire la “polis” come comunità viva? - ottavianesi

Costruire la “polis” come comunità viva?

Lug 21st, 2009 | By admin | Category: Good News, New, Video
Marco A. Giorgio Autore:Marco Antonio Giorgio.
Email:Ottavianesi@gmail.com

C’è qualcosa che non va. Decisamente! Cent’anni fa, più o meno, Karl Marx scriveva - La religione è l’oppio dei popoli – oggi mi ritrovo a tifare per Gianfranco Fini quale difensore della democrazia (mi pare anche che dica cose di sinistra), a volere un comico riccioluto a capo del maggior partito di opposizione (anche lui mi pare che dica cose di sinistra) e infine a riconoscermi nelle parole che il vescovo di Nola, Beniamino De Palma, ha pronunciato nella sala del consiglio comunale di Ottaviano alla presenza del sindaco e dei neoeletti consiglieri.

Un discorso essenziale il suo, appena due pagine difficili da riassumere. Il vescovo, dopo aver trascorso qualche giorno ad Ottaviano e ascoltato la sua gente, senza mezzi termini dice: -…ho toccato con mano un vissuto sociale frammentato, diritti calpestati, ingiustizie, illegalità diffusa, drammi personali, familiari e sociali legati alla criminalità organizzata, soprattutto alla mancanza di lavoro per i nostri giovani, che sono tentati spesso di abbandonare la città-.


Ribadisce che la chiesa non deve e non vuole fare politica e rivolgendosi ai neo consiglieri dice: -Per molti la politica è ancora una cosa sporca. C’è diffidenza, delusione, distacco, in modo particolare del mondo giovanile-. Rimarca l’attualità della “questione morale”.

Si chiede e chiede ai neo amministratori ottavianesi come sia possibile costruire la “polis” come comunità viva? La ricetta di sua Eminenza è: -Vivere l’impegno politico come un servizio….Ne si può ridurre la politica a pura mediazione degli interessi o, ancor peggio, a una questione di demagogia o di calcoli elettorali…..bisogna passare dall’onnipotenza del potere all’onnipotenza del servizio. Un servizio spesso umile e nascosto, ma attento ai bisogni veri e reali della gente-.

E ancora, -Siete chiamati a costruire una città bella, per il rapporto leale, sincero e vero tra i suoi abitanti e bella anche per l’architettura e una urbanistica al servizio dell’uomo-.

E conclude consegnando ai presenti alcune preoccupazioni, ovvero cinque questioni sulle quali riflettere ed eventualmente collaborare: i giovani da non lasciare soli nella ricerca di un senso da dare alla vita; la famiglia da sostenere, valorizzare, aiutare con politiche idonee; gli immigrati ai quali è necessario assicurare servizi, accoglienza, inserimento nel tessuto sociale; la cultura per la quale è necessaria una vera mobilitazione, un risveglio per vincere l’immobilismo, il fatalismo, la rassegnazione; infine la cittadinanza attiva da favorire attraverso la partecipazione. Il comune sia davvero la casa di tutti, aperta a tutti.

E chiude citando Giovanni Paolo II: -La speranza!…Costruire la speranza!…Più grave del pur grave degrado economico e sociale è la rassegnazione. Bisogna reagire con coraggio!-.

p.s Per i consiglio comunale laico bisogna aspettare il 22 luglio intanto clicca di seguito per vedere i video dell’evento:

6 comments
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  1. Caro Marco,
    è pur vero che in questi tempi di magra della politica bisogna accontentarsi ma a me questa iniziativa piace poco. Non per i principi che il vescovo ha enunciazto che sono condivisibili ma che da parte della Chiesa Cattolica tali restano e non sono oggetto di catechesi continua e diffusa.
    Ma il problema vero per me non la Chiesa Cattolica che occupa gli spazi che gli altri le lasciano.
    Ma ti pare logico in uno stato laico come quello che dovrebbe essere quello italiano secondo la Costituzione ed addirìrittura il Concordato con il Vaticano un cardinale debba benedire e/o incontrare un Consiglio Comunale.
    Secondo te, che notoriamente sei un catto-comunista, un Consiglio Comunale che dovrebbe rappresentare tutta la cittadinanza può essere “inaugurato” e benedetto da un’autorità che rappresenta una parte della popolazione e non tutti i cittadini?
    Io regolarmente prego per chi ci governa (e specie a Roma ne hanno bisogno assai) ma non sarebbe stato più giusto se Sindaco e Consiglio incontravano tutte le realtà sociali e imprenditoriali del paese mentre gli amministratori che legittimamente sentivano il bisogno di ricevere una benedizione x la loro attività o di incontrare un’autorità della loro religione, lo avessero fatto nei loro luoghi di culto?
    Ti saluto.

  2. Caro Giuseppe,
    non posso che essere d’accordo con le tue riflessioni. Il nostro è uno stato laico e se anche il 100% degli italiani fossero cattolici, la chiesa dovrebbe comunque restare fuori dai luoghi che rappresentano lo Stato.
    Nello specifico, penso che la politica e la società sia così degradata che il Vescovo De Palma, notoriamente impegnato nel sociale e vicino ai lavoratori, abbia visto nell’invito del Sindaco un’occasione speciale per sensibilizzare i nostri amministratori.
    E’ il segno dei tempi, non belli, che ci troviamo a vivere.

  3. Belle parole sicuramente da parte dal signor Beniamino Di Palma ma analizziamo per esempio il discordo famiglia. Per la chiesa la vera e unica famiglia è quella sposata con rito cattolico, guai a parlare di convivenze, per loro non hanno nessun diritto. Le persone sessualmente diverse per loro sono da condannare, non bisogna divorziare, cioè due persone che si scontrano ogni ora e minuto non possono prendere le proprie strade.
    Mai abortire in nessun caso, anche quando il feto e malformato, difendere anche gli embrioni, non esagerare nella ricerca scientifica….e potrei andare avanti.
    Qui non si parla di impedire di credere, uno stato laico deve garantire la libertà di credo, ma di difendere dei diritti civili e anche umani che la chiesa si ostina a non riconoscere e di non fare imporre il suo credo alle istituzioni laiche. Insisto nel dire che trovo “scorretto” iniziare una nuova giunta comunale con il beneplacito del Vaticano.

  4. Nascono dalle ceneri del defunto PCI, si proclamano di sinistra, comunisti, vanno in chiesa e tessono le lodi dei servi di Dio, nella casa del popolo che dovrebbe essere laica e libera.
    Sono tornati i catto-comunisti ed oggi più che mai possiamo dire, anche da Ottaviano, addio glorioso Partito di ideali ed uomini liberi, addio PCI. Non illudiamoci, anche chi votando a sinistra credeva in una voce fuori dal coro, stasera avrà l’ulteriore amara conferma di un servile allineamento della sinistra radicale sulle posizioni del piccolo re.
    Il re è cristiano e democratico. Il popolo no, almeno non tutto.
    Ma la benedizione del vescovo apre porte e portoni che altrimenti resterebbero chiusi, per chi abbisogna di sentirsi più leggero, con qualche peso di troppo sulla coscienza da smaltire, in luoghi ultraterreni.
    Sentire l’intervento dell’unico rappresentante della sinistra in consiglio comunale, che cavalca le prese di posizione ecclesiastiche rispetto a lavoro e sociale, fa davvero cadere le braccia a terra. Sembra che quelle tematiche tanto care al partito all’improvviso siano ad appannaggio di papa e preti. Parla più il papa di disoccupati, precari e crisi finanziaria che i vecchi compagni. Dove va la sinistra ormai l’han apito in molti, ma chi l’accompagna verso il baratro lo sapremo a breve. Manca solo la conferma di Gino Ambrosio quale neo assessore alla giunta per quadrare il cerchio.
    Mi auguro solo di aver parlato male di questa sinistra, anche se, citando il gobbo doroteo: ” A parlar male si fa peccato ma spesso si indovina” i vecchi dall’alto della loro saggezza hanno sempre ragione. Purtroppo.
    Addio PCI, addio libertà

  5. Il vescovo di Nola S. Ecc. mons. Beniamino Depalma ha semplicemente incontrato gli amministratori locali per una visita di cortesia al termine della visita pastorale alla Città e non ha benedetto nessun consigliere o inizio di “nuovo mandato”.
    Il vescovo ha manifestato all’amministrazione comunale la piena collaborazione delle comunità parrocchiali locali per la costruzione di una vera “polis”. E invece di far polemiche rimbocchiamoci le maniche e cerchiamo di lavorare INSIEME per costuire qualcosa di sempre più serio.
    Saluti

  6. Il consigliere Ciniglio di sicuro esponeva tesi e pensieri del tutto personali, certamente non quelli espressi dalla Sinistra per Ottaviano.

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